PsicoWellness e dimagrimento

Che cosa si intende con il concetto di  Ben-essere? Si sta meglio quando il “corpo” sta bene o c’è un maggior benessere quando la “mente” sta bene?
Tale domanda introduttiva vuole essere una provocazione per riflettere sulla complessa relazione tra mente e corpo, ma in concreto che significa? vi siete mai chiesti quando ho mal di stomaco a chi attribuisco il male al mio corpo o alla mia mente che soffre?
Si parla di mal-essere psicologico o di malattia organica  trattando la persona come un entità scissa in mente e corpo, entrambi sofferenti ma di una sofferenza diversa l’una concreta tangibile e curabile con una pasticca,  l’altra più enigmatica e spesso fonte di ansia…. Vi chiedo allora ma è lo stato d’ansia che mi fa venire il mal  di stomaco o è il mal di stomaco che mi rende ansiosa? E allora che faccio? vado dal gastroenterologo per il mal di stomaco o vado dallo psicologo per la mia ansia?… Tale vignetta, ha lo scopo di far riflettere sull’ inconsistenza della scissione mente-corpo, sostituita dalle nuove evidenze scientifiche delle neuroscienze, le quali hanno dimostrato l’ interdipendenza fra i diversi  sistemi di regolazione dell’organismo, (sistema nervoso, endocrino e immunitario) un meraviglioso quanto esteso network, a due vie, dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso. In altre parole, il nostro organismo è in continuo ascolto e comunicazione con sé stesso attraverso un processo di feedback circolare riverberante. ll nostro apparato, infatti,  è chiamato a ricomporre informazioni e stimoli provenienti dal corpo verso la mente (le afferenze): pensiamo all’atto di camminare, noi percepiamo esattamente dov’è il nostro corpo e abbiamo imparato a muoverci nello spazio. Ma avviene anche il contrario, le informazioni dalla mente vanno verso il corpo (le efferenze) quando per esempio incontriamo un ostacolo nel nostro procedere a piedi e dobbiamo immediatamente correggere la nostra andatura; ecco che allora dal cervello arrivano in pochi millisecondi di tempo, informazioni che trasformano la nostra tranquilla passeggiata in un salto per oltrepassare l’ostacolo!   Quindi proviamo a immaginare il nostro corpo formato da strutture via via sempre più complesse, ( particelle sub-atomiche, atomi, cellule, tessuti, organi, apparati..) da cui scaturiscono funzioni anch’esse sempre più complesse come il pensare ed essere consapevoli di farlo. Ecco che il pensiero diventa una funzione emergente, che cioè emerge da altre funzioni, sorretto da strutture organizzate in livelli sempre più complessi. Il pensiero quindi è una funzione prettamente umana che, insieme alla coscienza ci distingue dal mondo animale. Dopo tale premessa ritorniamo al concetto di benessere citando la definizione di benessere dell’OMS: Secondo l’OMS (l’organizzazione Mondiale della sanità) il benessere è quello stato di benessere fisico psicologico e sociale e non solo l’assenza di malattia. Secondo tale definizione, quindi il benessere interessa sia il corpo che  la mente  in relazione con gli altri essere viventi e no. Siamo “corpo-mente” insieme.
Tale premessa ci interessa per illustrare l’approccio che utilizzo lavorando come PsicoWellness nei centri benessere e dimagrimento. Lo PsicoWellness  ossia lo psicologo del benessere è la nuova figura inserita nei centri benessere e sportivi, lavora in èquipe con altre figure professionali come il nutrizionista, il cardiologo, il posturologo e il personal trainer. Tale sinergia permette di avere una visione olistica della persona, considerandola nella sua complessità e totalità, nel suo essere corpo e mente inserita in un contesto sociale. Come PsicoWellness  è mia cura informare i clienti che il servizio di Psicowelling  pone una particolare attenzione all’ascolto del cliente, mettendo in luce e lavorando sulle risorse della persona, ma contattandone anche  i  bisogni,  le emozioni non espresse, le motivazioni conscie ma anche quelle inconscie, di cui il soggetto non è consapevole ma che di fatto orientano e determinano quei comportamenti alimentari disfunzionali che troviamo così spesso nella clinica. Il dimagrimento è un processo complesso che coinvolge la persona in toto, mente-corpo-sociale insieme. È riduttivo pensare solo in termini biochimici, tale criterio è ormai sorpassato e soprattutto la perdita di peso non è stabile nel tempo, basti pensare alla mancanza di motivazione del cliente nel mantenere una dieta fatta di un continuo autocontrollo verso un inevitabile dis-controllo e all’effettoYo-Yo a cui spesso vanno incontro le clienti con repentini dimagrimenti,  per poi riprendere il doppio dei chili dopo qualche mese. Bisognerebbe pensare sempre più a dei centri specializzati che pensino non solo ai chili di troppo e al conteggio delle calorie ma anche alla consapevolezza di sé, alla capacità di essere veramente se stessi, esseri autentici, unici, ritrovando la possibilità di ricontattare bisogni, desideri con libertà ed entusiasmo; dove si impari a modellare i propri confini, trasformando la percezione di sè stessi, spesso intrappolata in schemi o giudizi che appartengono al passato. Un cambiamento quindi che riguarda l’intera persona (mente e corpo) la quale modificherà e manterrà anche fuori dal centro il proprio stile di vita, come scelta autonoma personale non come una prescrizione dall’esterno; un percorso che vede la perdita di peso come naturale conseguenza di uno sblocco di energie psicologiche imprigionate. Sempre più spesso, infatti, incontro persone i cui chili di troppo parlano di energie e risorse non espresse, progetti mai realizzati, accumulo di frustrazioni e sofferenza. Il sovrappeso spesso rappresenta  una protezione, un salvagente dalla paura di mettersi veramente in gioco, dove la paura del fallimento è sempre in agguato. Oppure è la paura di sentire i morsi della solitudine a governare e allora quando si è soli si mangia in maniera compulsiva per allontanare tale sentire. Ho incontrato  tante persone che aumentano di peso dopo il lutto non elaborato di una persona cara,  ci si chiude alla vita per un dolore che non incontra un sollievo. Oppure il cibo può essere lo strumento, nel teatro familiare, per aggredire il proprio partner e nei casi più gravi, come nell’anoressia mentale e bulimia, si assiste ad un vero e proprio blocco evolutivo del ciclo vitale della famiglia e dei suoi componenti  i quali, mettendo il cibo al centro della vita, protagonista di pensieri, discorsi e rigidi rituali, instaurano un comportamento alimentare disturbato e una relazione alterata con il cibo. Tanti sono i motivi e la costellazione è diversa per ciascun individuo, perché è bene ricordarlo, ogni individuo è unico e irripetibile e ciascuno è accompagnato dalla propria unica storia. Ci dovrebbero essere più centri specializzati dove  la presenza dello PsicoWellness sia sempre più diffusa e a contatto con le persone,  più “user friendly”, da consultare senza paura e vergogna, un professionista che aiuti i clienti  a incontrare e riscoprire se stessi; individui più integrati, equilibrati e consapevoli delle proprie scelte di vita.
Centri e professionisti del benessere, che offrano servizi integrati tenendo in considerazione cinque elementi essenziali considerati in sinergia tra loro: Attitudine mentale (Psicowellness) Alimentazione sana (Nutrizionista..) Attività fisica (Personal trainer..) Medicina orientale (Operatore Schiatsu, posturologo, osteopata.. ) Medicina occidentale (medico estetico, cardiologo, ginecologo, endocrinologo..)
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